Capitolo 28 di 39 del racconto Spy cam

di Claudia Effe

Questo contenuto è riservato a un pubblico adulto. Proseguendo nella lettura dichiari di avere almeno 18 anni.

Luca rientrò a casa turbato dal comportamento di Loredana.

Lei gli piaceva, ma non voleva andare a letto con lei solo perché la pagava.

Una cosa erano i film, quello era un compenso professionale, ma pagarla cash non le piaceva.

Oltre al fatto che – non aveva potuto diglielo – ma per quella cifra avrebbe potuto avere ben di meglio.

Avrebbe voluto aiutarla, ma non sapeva come.

Regalarle i soldi gli sembrava esagerato, e un prestito lei sembrava non gradirlo.

Entrò in casa e accese il computer, andando subito a controllare cosa stesse facendo Martina.

Stava dormendo, ovviamente nuda.

Si accese una sigaretta e andò a controllare la posta.

Fu sorpreso di trovare una messaggio da parte di Alberto.

“Belli i tuoi video. Un po’ soft per i miei gusti, ma eccitanti il giusto”.

Rispose uno stringato “grazie”.

“Che succede? Ti disturbo?”, replicò Alberto.

“Per nulla, sono appena tornato a casa. Tra l’altro, questa sera ho visto Lory”.

“Molto carina. È la tua ragazza?”.

“No. Ha dei problemi di soldi e voleva parlarmene”.

“Mi dispiace. Sei riuscito a risolverglieli?”.

“Purtroppo no. Ma non sono fatti miei”.

Luca tirò dalla sigaretta. Nonostante l’atteggiamento che in quel momento stava dimostrando, gli sarebbe piaciuto risolvere i problemi di Loredana.

“Forse una maniera ci sarebbe. Ma ho bisogno della tua collaborazione”.

Luca fu incuriosito.

“Dimmi. Se posso essere d’aiuto”.

“Ti spiego cosa ho in mente”.

Mezz’ora dopo Luca spegneva la terza sigaretta consecutiva.

Quello che proponeva Alberto era molto estremo, ma fattibile.

Si chiese se le ragazze avrebbero accettato. Alberto era stato molto chiaro: avrebbero dovuto esserci Loredana, Martina e Anna.

Luca decise che non era compito suo scegliere al posto loro.

Preparò una mail di convocazione per la sera successiva e la inviò a tutte e tre.

Erano grandi, che scegliessero loro.

Loredana controllò l’ora per la millesima volta e decise che poteva uscire.

Prese la borsa e il telefonino e fu lieta che Alina si fosse defilata una decina di minuti prima.

Non le piaceva mentire – e lei sola sapeva quanto le stesse nascondendo ultimamente – e così non avrebbe dovuto inventare il motivo per cui stesse lasciando casa ad un’ora così insolita.

Chiuse la porta e imboccò le scale, visto che l’ascensore era occupato.

Avrebbe mitigato il nervosismo facendo gli scalini.

Scese due rampe e quasi sobbalzò quando, passando sul pianerottolo davanti alla porta di Martina, vide che questa si stava aprendo.

“Loredana! – disse la vicina uscendo – Come stai?”.

“Bene – rispose – Stai andando via?”.

Si maledisse mentalmente per aver posto una domanda tanto ovvia.

“Sì. Se mi aspetti un attimo facciamo le scale assieme”, propose Martina.

Loredana rimase immobile mentre Martina chiudeva la porta a doppia mandata, quindi proseguirono la discesa.

“Sei riuscita a metterti in regola con Agnello?”, chiese Martina.

Loredana non aveva voglia di entrare nel dettaglio.

“Ci sto provando. Ho chiesto in giro, spero di trovare qualcuno che mi aiuti. Tu?”.

Martina ondeggiò la testa.

“Più o meno. Ho racimolato un po’ di soldi, ma non abbastanza. Poi io, a differenza tua, non lavoro, e quindi devo fare in modo di non ritrovarmi da capo tra un mese”.

Uscirono in strada. Loredana indicò verso sinistra.

“Io vado di là. Ci vediamo, allora”.

Martina sorrise.

“Anche io vado in quella direzione. Faremo un po’ di strada assieme”.

Si incamminarono in silenzio.

Loredana si augurò che la destinazione di Martina fosse più vicina della sua, ma le due ragazze proseguirono il percorso appaiate fino alla ferramenta di Luca.

“Io sono arrivata”, disse Loredana indicando il negozio.

Martina avrebbe pensato che avesse bisogno di comprare una lampadina o una prolunga.

Fu sorpresa quando la vicina rispose: “Dopo di te, allora: anche io dovevo venire qui”.

Loredana trattene il fiato e spinse la porta del negozio.

Luca era dietro al bancone.

“Loredana e Martina, felice di vedervi! – disse loro – Venite, mancavate solo più voi”.

Le due ragazze si guardarono reciprocamente, stupite di avere entrambe quella conoscenza in comune, ma non fiatarono e seguirono Luca nel retro del negozio.

Quando Loredana attraversò la soglia sgranò gli occhi.

“E tu cosa fai qui?”, domandò a Alina, seduta su una poltroncina.

“Quello che fai tu, suppongo”, rispose la sorella con tono asciutto ma divertito.

Luca non nascose la sua sorpresa.

“Voi due vi conoscete?”, chiese.

“Sì, ci conosciamo”, rispose secca Loredana, senza staccare lo sguardo assassino da Alina, che invero sembrava piuttosto tranquilla.

“Bene, ragazze – disse Luca rompendo gli imbarazzi – Vi ho convocato qui questa sera per parlare, ma non è con me che dovrete farlo. Lasciate che vi presenti una persona”.

La porta si aprì nuovamente ed entrò un uomo.

Era più anziano di tutti i presenti, presumibilmente tra i quarantacinque e i cinquant’anni.

Portava un ottimo gessato blu e un costoso orologio gli adornava il polso.

Prese posto sulla poltrona dietro alla scrivania, quella solitamente utilizzata da Luca, e giunse le mani davanti a sé.

“Buongiorno ragazze – disse con tono calmo e fermo – Voi non mi conoscete, ma io conosco molto bene ciascuna di voi. Conosco bene Martina, che ha perso il lavoro alcune settimane fa e per recuperare qualche soldo ha messo in piedi un’attività molto simile alla prostituzione…”.

Martina aprì la bocca per ribattere, ma Luca con un gesto la invitò a tacere.

“…conosco anche bene Loredana, che ha un lavoro ma non è sufficiente a pagare il debito con il comune padrone di casa, il signor Agnello, e per questo motivo ha accettato di farsi riprendere in atteggiamenti espliciti dietro compenso…”.

Martina rivolse lo sguardo stupito verso Loredana, che abbassò gli occhi e arrossì.

“E conosco anche bene Alina, che si fa chiamare Anna ma è la sorella di Loredana, e che ha seguito le orme della sorella. Con risultati eccellenti, mi permetto di dire”.

Questa volta furono Martina e Luca a guardarsi stupefatti.

“Siete sorelle?”, chiese Luca.

“Mi è stato sufficiente seguire su Facebook le amicizie di Martina – spiegò Alberto – tra le quali c’era una sola Loredana, la quale ha una sorella, Alina, appunto. Non avete idea di quante informazioni si possano reperire senza alzarsi da una sedia”.

Loredana fulminò Alina con uno sguardo di fuoco: “Poi io e te ci parliamo!”, le disse a bassa voce.

“Ora – proseguì, infastidito dall’interruzione di Loredana – io sono qui per aiutarvi. I vostri problemi economici rischiano di farvi arrivare troppo oltre e, per quanto possa suonare strano, io a voi ci tengo. Per questo ho deciso di farvi una proposta”.

Le tre ragazze rimasero in silenzio, in attesa.

“La proposta è molto semplice. Questo lunedì, nel primo pomeriggio, verrete da me. Ho un casolare in campagna che si presta a questo genere di incontri. Sarete impegnate per circa ventiquattro ore, fino al pomeriggio del martedì. Ho scelto il lunedì perchè il tuo ristorante è chiuso, Loredana, e così potrai assentarti senza prendere ferie o inventare scuse”.

Fu Martina a domandare: “Cosa faremo in queste ventiquattro ore?”.

Alberto sorrise: “Voi non farete nulla. Ma io farò a voi quello che vorrò. È semplice”.

Loredana diventò rossa in volto e prese la parola: “Cosa significa? Cosa ci farà?”.

“Ve l’ho già detto: quello che vorrò. Vi scoperò, se avrò voglia. Vi farò scopare se lo riterrò di mio gradimento. Vi farò soffrire e vi farò piangere e voi subirete”.

Loredana stava per opporsi, ma Alberto alzò una mano per interromperla.

“Tutto ciò non sarà fatto gratis, ovviamente. Per voi ci saranno cinquemila euro a testa alla fine della giornata. E, a vostra tranquillità, vi garantisco che se il martedì sera vorrete uscire con gli amici – o andare a lavorare, come capiterà alla nostra bella cameriera – nessuno noterà alcuna differenza in voi. Nel tempo che sarete con me, inoltre, sarete nutrite e potrete riposare. Sarà impegnativo, ma superabile. Soprattutto, so che siete all’altezza”.

Il silenzio cadde tra loro.

“Vi avviso – proseguì Alberto – che l’offerta non è negoziabile. O tutte e tre o niente. O nei termini che ho detto io, o nulla".

Prese da una cartellina tre pagine stampate formato A4 e le distribuì alle ragazze, una a testa.

“Qui trovate la liberatoria e i termini del nostro accordo. Ora vado a fumarmi una sigaretta, al mio rientro ascolterò la vostra risposta, che spero sarà positiva”.

Si alzò, fece un cenno a Luca ed entrambi uscirono nel cortile.

Quando le ragazze rimasero sole, la prima a parlare fu Loredana e si rivolse a sua sorella: "Io ti ammazzo, giuro! Cosa cazzo ti è saltato in testa? Perché lo hai fatto?”.

Alina incrociò le braccia sul petto e guardò Loredana con atteggiamento di sfida: “Guarda che io ho fatto esattamente quello che hai fatto tu, né più né meno. Anzi, tu ti sei prestata due volte, io una sola”.

“Avresti dovuto parlarmene, cazzo, non prendere iniziative! Ti avrei subito detto di no”.

“E io l’avrei fatto lo stesso! Lory, se abbiamo dei problemi dobbiamo affrontarli assieme, non mi va che solo tu abbia il peso della nostra famiglia”.

Martina le interruppe.

“Ragazze, forse è meglio se questa discussione la fate a casa vostra; ora abbiamo una decisione da prendere. Io vi dico subito che accetto”.

Le due rumene la guardarono in silenzio.

“Non so cosa ci aspetta, ma io ho già avuto un assaggio di quello che Agnello è capace di fare, e lo avete avuto anche voi. Con la differenza che Agnello ha seviziato me e l’ha fatto succhiare a te, scusa se sono brutale, solo per concederci una proroga di una settimana, invece accettando la proposta ci libereremmo del problema in maniera definitiva”.

Loredana scosse la testa.

“Ma cosa ci farà? Questo non lo conosco, potrebbe succederci qualunque cosa. Di Luca mi sono fidata, mi è sembrato una brava persona, ma questo?”.

Alina stava leggendo il contratto.

“Qui c’è scritto che possiamo in qualunque momento interrompere la seduta – disse – In quel caso, tutto si fermerebbe ma non riceveremmo alcun compenso, nessuna delle tre”.

Martina alzò le spalle.

“Vedete? La via di uscita c’è. Se dovesse diventare insopportabile lo faremo smettere e ci troveremmo esattamente al punto in cui ci troviamo adesso. Ma se riuscissimo a sopportare….”.

Loredana prese nuovamente in mano il contratto e lo lesse.

“Per me va bene”, disse Alina con fermezza.

Prese una penna dalla scrivania di Luca, firmò al fondo della pagina e pose il foglio sul tavolo.

Anche Martina recuperò la medesima penna e imitò la più giovane delle sorelle.

Loredana stava ancora fissando il foglio quando Alberto e Luca rientrarono.

Alberto sedette nuovamente alla scrivania e esaminò con soddisfazione i due contratti già firmati.

“Loredana, qualche perplessità? – chiese – Posso aiutarti?”.

“Qui c’è scritto – disse la donna – che la nostra sessione sarà ripresa da telecamere e potrà essere diffusa. Cosa significa?”.

Alberto la guardò stupito.

“Esattamente quello che c’è scritto. Riprenderemo tutto e lo manderemo in streaming a pagamento via internet. Dopo tutto – spiegò – in qualche maniera devo pur rientrare di quindicimila euro, no?”.

Loredana fece una smorfia, titubante.

“Mi permetto di farti notare – aggiunse – che tutte e tre siete già state riprese e diffuse in rete, non credo che questo rappresenti ormai una novità o un ostacolo per voi”.

Loredana scosse ancora la testa, ma prese la penna e firmò.

“Va bene – disse – spero di non pentirmene”.

Alberto raccolse i fogli e li ripose nuovamente nella cartellina.

“Sono molto contento – commentò – Ora vi chiedo di fermarvi ancora qualche minuto in modo da illustrarvi i dettagli, poi vi lascerò libere. Sono certo che questa sarà per voi un’esperienza che non dimenticherete”.

***

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