Capitolo [part not set] di 39 del racconto Spy cam

di Claudia Effe

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Capitolo 9

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Luca controllò i dati di accesso del sito. Erano sorprendenti.

Il pomeriggio precedente, quando Martina si era masturbata davanti al video, oltre quattrocento persone si erano collegate contemporaneamente, e altrettante avevano scaricato il filmato a pagamento nelle ore successive.

In aggiunta, l’abitudine della ragazza di dormire nuda garantiva notte dopo notte altri contatti.

Le mandò un messaggio per complimentarsi con lei.

“Sei una superstar del web! Stai facendo impazzire tutti”.

Rimase qualche istante con il telefono in mano, in attesa di una risposta, ma non arrivò.

Guardò verso lo schermo: Martina non era in casa, forse si trovava in un posto in cui il telefonino non prendeva.

Spense il computer e andò a lavorare.

Da qualche giorno gli piaceva sempre meno.

***

Martina posò il caffè sul tavolino e guardò la sua amica Sara.

“Ti prego! – disse lei, ponendo le mani giunte davanti al volto – Sarà solo per un paio di giorni! Ti pagherò il disturbo! È esploso un tubo nel bagno, ho acqua e merda ovunque; non posso più abitare in casa mia!”.

Martina si accese una sigaretta.

“Hai già mandato qualcuno a dare un’occhiata?”, domandò.

“Certo! – rispose prontamente Sara, che capiva che l’amica stava per cedere – Mi ha chiamato l’idraulico del condominio, mi ha detto che in un paio di giorni sistemerà tutto. Forse tre. Al massimo quattro”.

In condizioni diverse Martina non avrebbe avuto nessun dubbio e avrebbe prontamente ospitato l’amica, ma proprio in quei giorni sarebbe stata un impiccio.

Però non poteva abbandonarla e non aiutarla.

“Dai, va bene”, le concesse, e si alzò in piedi.

Sara l’abbracciò: “Ti ringrazio, sei veramente un’amica! Non ti accorgerai neppure di me, anzi, ti darò una grossa mano. Tra l’altro, non sapevo fumassi; quando hai iniziato?”.

“Una settimana fa”, rispose Martina avviandosi verso il proprio appartamento.

-E non è l’unica cosa che non sai di me – pensò.

E ora cosa avrebbe fatto?

Non avrebbe potuto certamente continuare a girare nuda per casa e toccarsi continuamente e conseguentemente c’era il rischio che i suoi spettatori, e quindi le sue entrate, diminuissero proprio nel momento in cui stava spiccando il volo.

Avrebbe potuto dire la verità a Sara?

No, quello era escluso.

Sara, nonostante una fisicità strabordante, era una persona molto pudica.

Era più alta di Martina di una dozzina di centimetri, portava lunghi capelli biondi e una quarta di seno; ciò nonostante sembrava non rendersi conto di quanto fosse bella.

Raramente vestiva provocante e non si rendeva conto dell’invidia che generava in molte altre donne, Martina compresa.

Entrarono in casa e depositarono le borse di Sara nell’ingresso.

Martina trovò il telefonino – dimenticato sul mobile – e lesse il messaggio di Luca.

Si allontanò dall’amica per non permetterle di leggere.

“Mi sa che è già finita. Ho un’amica ospite per qualche giorno”, rispose.

“Un’amica? Porca? Ci offrirete un bello spettacolo lesbo?”, domandò subito Luca.

“Tu vedi troppi film porno”, fu la cinica risposta della ragazza.

Sara, nel frattempo, aveva esplorato il piccolo appartamento.

“Vedo un letto solo. Dove dormirò? Sul divano?”, domandò.

“No, il divano è in pelle e con il caldo ti si appiccica addosso. Divideremo il letto, è matrimoniale”, rispose Martina.

“Certo, capisco. È che non ho mai diviso il letto se non con Alberto…”, osservò Sara.

– Altro che lesbo show! – pensò Martina amaramente – Questa non sa neppure se riuscirà a dormire con me! Per qualche giorno è meglio se il mio pubblico si trasferisce su qualche altro sito-.

Sara prese le borse e le portò in camera da letto, quindi tornò nel tinello.

“Scusa se sono sfacciata, ma dopo aver raccolto acqua sporca tutto il giorno sento il bisogno di una doccia. Ti dispiace se mi butto sotto l’acqua?”, chiese.

Martina le sorrise.

“Fai come se fossi a casa tua, Sara; non è il caso che tu mi chieda qualunque cosa”.

Sara annuì, sorrise e in silenzio entrò in bagno.

Martina uscì sul balcone e si accese una nuova sigaretta.

Forse avrebbe fatto bene a smettere di fumare; sarebbe stata la prima persona che conosceva a iniziare a ventisei anni.

Le squillò il telefonino: era Luca.

“La tua amica è quella bomba sexy sotto la doccia?”, le domandò.

Stava quasi per chiedergli come facesse a saperlo, poi realizzò che doveva essere davanti al computer.

“Sì, è lei”, rispose.

“Guarda che questa spacca di brutto, altro che mollare tutto!”.

“Luca, non la conosci. Questa non farà nulla di quello che hai in mente, al massimo ti concederà la doccia che già stai vedendo”.

“Intanto la stiamo vedendo in centoventi; poi appena avrà finito metterò on line il video e qualcun altro lo scaricherà”.

“Fai come vuoi, ma non contare su di me per qualche giorno. Al massimo potrò concederti qualcosa se mai rimarrò sola”.

Martina avvertì un certo senso di stupore nel constatare la naturalezza con cui stava trattando quell’argomento.

Non vedeva l’ora di rimanere sola per spogliarsi e toccarsi davanti alla telecamera.

Curioso come cambiano le prospettive della vita in pochi giorni.

“Sicura di non riuscire a convincerla a far qualcosa? Un affettuoso rapporto saffico tra amiche? Un paio di leccatine?”, insinuò.

“Luca, ripeto, smetti di vedere film porno e torna nel mondo reale. Non lo farà e non lo farò neppure io, scordatelo!”.

“Marti, fai come vuoi. Io voglio solo dirti che stai andando alla grande e il ferro è bene batterlo finché è caldo. Tu non hai un pubblico di ammiratori, hai della gente a cui piace vedere tutti i giorni una ragazza che si spoglia e che li fa eccitare davanti al computer. Se non sei tu, sarà presto un’altra”.

Martina sentì la porta del bagno aprirsi e chiuse la comunicazione.

Sara uscì avvolta da un ampio asciugamano bianco.

“Mi sento rinascere! Ci voleva proprio!”, commentò.

“Senti, ma tuo marito? Come si è organizzato?”, domandò Martina.

Sara alzò le spalle.

“Gli è andata bene: è per lavoro a Londra per due settimane”

-Merda! – pensò Martina – Questa non si schioda di qui neppure per cena! –

Sara si spostò nella camera da letto; Martina la seguì per mostrarle quali cassetti usare.

Sara notò l’amica e serrò le braccia attorno all’asciugamano.

“Puoi aspettare un attimo? Mi cambio da sola, se non ti spiace”, disse Sara.

– Quanto sei pudica, Sara… se solo sapessi che ti stanno guardando a decine!- pensò Martina chiudendo la porta.

***

Alberto, il marito di Sara, rientrò in hotel e, anziché buttarsi sotto la doccia, accese subito il computer portatile.

Tre notti prima, navigando oziosamente per siti porno nella solitudine della sua stanza, si era imbattuto in uno che aveva attirato la sua attenzione.

In primo luogo perché era un sito di webcam, che era il suo genere preferito, e in seconda battuta perché la protagonista sembrava essere italiana.

Non che facesse la differenza – alla fine un paio di tette sono universali e non parlano nessuna lingua – ma gli stimolava quello spirito voyeuristico che albergava in lui e che lo faceva illudere di poter trovare la vicina di casa.

Si può immaginare la sua reazione quando, anziché la vicina di casa, si era trovato ugualmente ad osservare una persona che conosceva: Martina, l’amica di sua moglie.

Dapprima si era domandato se non si stesse sbagliando, ma dopo un paio di ore di osservazione – durante le quali aveva rifiutato una cena con i colleghi e relativo dopo cena al pub – si era persuaso che fosse proprio lei.

La voce era la sua e, al telefono, aveva menzionato luoghi e persone che anche a lui erano familiari.

Da subito aveva avuto l’istinto di chiamare sua moglie per condividere questo segreto piccante, poi si era stoppato: come le avrebbe spiegato la frequentazione di un sito di quel genere?

Sara era poco tollerante per quel genere di svago e l’ultima cosa di cui Alberto aveva bisogno era di una litigata a distanza.

In aggiunta, se Sara l’avesse saputo, avrebbe probabilmente cercato di far cambiare idea all’amica, e questo avrebbe significato la fine di una serie di spettacoli niente male.

Non l’aveva mai notato prima, ma Martina aveva veramente un bel corpo, e non solo.

Sembrava amare molto il sesso, soprattutto quello in solitaria.

Alberto non aveva resistito a masturbarsi guardando Martina che, a sua volta, lo faceva sdraiata a letto, ripensando alle volte che la ragazza era stata ospite a casa loro.

L’aveva sempre trovata carina, quello sì, ma mai aveva immaginato potesse sprigionare un tale livello di sensualità.

Aveva sentito il bisogno di condividere questa sua conoscenza e aveva mandato una mail anonima all’amministratore del sito, facendogli capire di conoscerla.

Non sapeva perché l’aveva fatto, ma avere un legame con quella ragazza la rendeva ancora più eccitante.

Si collegò al sito e, con disappunto, constatò come le telecamere fossero puntate su delle stanze vuote.

Imprecò tra sé e sé: Martina era sempre in casa, possibile che proprio in quel momento avesse scelto di stare fuori?

Lui, a differenza di alcuni, non aveva tutta la giornata a disposizione per stare a guardarla.

Fu con sollievo che vide la porta di ingresso finalmente aprirsi, ma fu con preoccupazione che constatò con chi stesse entrando in casa Martina: con sua moglie!

Quella mattina Sara gli aveva mandato un messaggio dicendogli che il bagno si era allagato e che avrebbe dovuto stare fuori casa per un paio di giorni, ma non gli aveva detto dove sarebbe andata; lui aveva ipotizzato sarebbe andata dai suoi genitori.

E ora?

Prese il telefonino per chiamarla, per convincerla a non stare in quella casa, ma lo mise subito giù.

Cosa avrebbe potuto dirle? Come avrebbe potuto rivelare di essere a conoscenza di quel sito?

Guardò sulla destra dello schermo, dove già erano comparsi alcuni commenti a proposito della nuova venuta.

“Bella tettona!”, era il primo.

“Vogliamo un 69!” era il secondo.

Alberto sentì un certo fremito al basso ventre.

Vedere sua moglie oggetto degli sguardi di quei personaggi che, lo aveva imparato nei giorni passati, erano dei maiali, lo agitava e lo eccitava alla stessa maniera.

Trovava intrigante che qualcuno pensasse di Sara quello che lui pensava di Martina; a differenza di molti uomini, non era geloso se qualcuno guardava la sua donna.

Tuttavia, era una situazione che mai era riuscito a riprodurre nella realtà.

Sara era molto sulle sue e anche al mare non era mai riuscito a farla spogliare oltre il bikini, anche in spiagge dove invece il topless era molto diffuso.

Vide sua moglie scambiare qualche parola con Martina, quindi Sara entrò nel bagno.

Stava per farsi la doccia!

Prese nuovamente in mano il telefono, ma si fermò, estasiato, come molti altri, dallo strip che Sara stava facendo davanti allo specchio.

Vide la moglie liberarsi rapidamente della camicetta e dei pantaloni, quindi in rapida successione del reggiseno e delle mutandine.

Sentì il membro gonfiarsi nei pantaloni.

Sara indugiò un po’ davanti allo specchio, facendo qualche faccetta buffa e accarezzandosi i capelli.

“Dio che figa!”, commentò uno.

“Questa è un’altra troia, altroché!”.

Alberto posò le mani sulla tastiera e scrisse: “Chissà quanti cazzi ha preso questa?”, e inviò, sentendo il cuore pulsargli in gola.

Cosa stava facendo?

Stava incitando degli sconosciuti a fare dei pensieri sconci su sua moglie?

Attese con trepidazione la prima risposta.

“Decine sicuramente”.

“E anche belli grossi!”.

“Purtroppo non il mio”, furono i primi commenti.

Sara entrò nella doccia e la telecamera la inquadrò dall’alto, mettendo ancora più in evidenza i suoi grossi seni.

Alberto ce l’aveva ormai di marmo e con la mano se lo toccò, pur attraverso i pantaloni.

“Qualcuno se la sega con me?”, chiese.

“Io lo sto già facendo”, rispose uno, probabilmente tedesco.

“Anche io”, gli fece eco un turco.

Alberto si abbassò i pantaloni, i boxer e si strinse il pene.

Più volte si era toccato pensando a sua moglie, ma mai aveva pensato che l’avrebbe fatto condividendola con decine di sconosciuti!

***

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