Capitolo 9 di 12 del racconto Il filo di L

di Alba6990

Alle volte, le persone non riescono a scindere la realtà dalla fantasia. Non comprendono che i sentimenti o le emozioni che provano non sono ricambiate o reali. Essi costruiscono rapporti su fondamenta fantasma, creando i cosiddetti castelli per aria.
E può valere per qualsiasi cosa. Come ho già detto: la convinzione fotte la gente.

— – ELISA – —

Ma che bastardo! Quel pezzo di merda di Lorenzo non si è più fatto vivo dalla loro serata passata sui sedili della sua macchina!
Eppure, Elisa era fermamente convinta che le scrivesse di nuovo, illuminato dalla sua bellezza e dalle sue doti, per un altro incontro. E invece niente! Neanche un like a una sua foto su Instagram, un commento, un messaggio in chat, una reazione ad un suo stato di Facebook. Niente di niente.
Ma Elisa, non sta certamente pensando che questo sia dovuto a lei. Lo sa di essere una figa allucinante e fantastica, sennò perché tutti la invidierebbero e la vorrebbero? Lorenzo, probabilmente, è solo un finocchio che ha scoperto non piacergli la figa! Non ci pensa affatto che lui abbia pensato fin dal principio ad una botta e via. Dimostrava un sincero interesse e un cazzo enorme quando l’ha vista.
Bah! Di certo non può perdere il suo tempo prezioso su uno zero che non riesce neanche ad apprezzare ciò che ha davanti. Tanto lei ha così tanti followers, così tanti seguaci, così tanti sbavatori cronici. Non ha senso rimuginare su un unico perdente!
Lei vale molto di più di quanto lui creda. E per dimostrarlo, o meglio, per confermarlo (dato che lei non ha bisogno di dimostrare proprio niente), ha deciso di incontrarsi subito con un altro. Quest’uomo la sta corteggiando in ogni modo possibile già da quattro giorni. Non sa chissà cosa di lui, basta che l’adori e che si ecciti guardandola.
Da quanto ha capito, fa il personal trainer in una palestra.

— – ANTONIO – —

“Avanti, piccola…succhiami i coglioni…”
“Mmmm…dimmi che sono fantastica…”
“Certo che lo sei, sei fantastica…ohhh siii…”
Antonio sta guardando il video che ha fatto con quella rossa che si è scopato circa un’ora fa. Ne ha conosciute di affamate di cazzi, ma questa li supera tutti! È la regina delle puttanelle. E non di certo nel senso buono, se ne rende conto anche lui. Sicuramente, questa qua, è una di quelle che passano ore sui social network, a pensare che il mondo si limiti al display di uno smartphone, che la popolarità sia dettata unicamente dal numero di followers, che la bellezza sia misurabile solo attraverso i like alle foto.
Secondo Antonio, questa non si rende neanche conto che è solo una affamata di attenzione da quattro soldi. Almeno, Giulia e le tipe come lei, hanno una dignità e un orgoglio! Si è incazzato di brutto per quello scherzetto del cellulare, ma la sua determinazione e la sua presa di posizione l’hanno colpito positivamente. E poi, lei si era fatta desiderare, si era lasciata conquistare. Le donne vere, si lasciano desiderare un pochino, si conquistano. E lui può vantarsi di averne conquistate a bizzeffe. Non si può vantare in chissà quale modo di questa rossa.
“Rossa di capelli, golosa di uccelli.” dice lui tra sé e sé, mentre tiene in mano il cellulare, che mostra il suo uccello sfondarle la figa, le sue tette sballonzolanti e la sua faccia contorta in una smorfia di piacere.
“Dimmi che sono la più figa!!”
“Sei la più figa di tutte…”
Antonio si deve correggere. Non è affamata di cazzi. È affamata di attenzioni. Scommette che è una di quelle che manda foto da nuda a destra e a manca per il semplice gusto di farsi idolatrare. Tante ragazze, ormai, sono come lei.
Patetica.
A lui non piacciono le puttanelle così. Forse è il caso di farlo sapere che questa non vale tutto quello che crede.
Ed è così che inizia la caduta di Elisa: con il pollice di Antonio che clicca il pulsante di condivisione.

— – MAURIZIO – —

Oggi fa ancora più fatica a pulire per terra. Il video di quella troia l’ha colpito come un pugno allo stomaco: lei che spompina e si fa scopare da un tizio anonimo…e gode pure, la maiala!
Ma come cazzo ha potuto?! E tutte quelle chat passate a masturbarsi non significano niente?! Si è andata a scopare il primo coglione, anzi, il primo cazzo che si è trovata!
Maurizio è rosso dalla rabbia. Il sudore gli cola da sotto il berretto della divisa del McDonald’s come una cascata puzzolente, formando un vero e proprio lago color marrone sulla maglietta arancione.
Lui si era convinto di valere qualcosa per quella puttana. Lei lo sa che è lui, in realtà, dietro al profilo del bel ragazzo biondo, ne è sicuro! Le ha scritto nello stesso modo in cui l’ha contatta la prima volta, quindi è logico pensare che non ci possano essere dubbi sulla sua vera identità.
Lei sa.
E si è scopata un altro.
Lo ha tradito.
Puttana.
I suoi piccoli occhi incassati in una faccia piena di grasso e untume, squadrano una ragazza rossa di spalle. È lei!
Si sta dirigendo verso il bagno. Probabilmente starà andando a fare un video per il suo stallone, quella schifosa!
Non può permetterglielo.
Il ciccione lancia contro il muro il secchio e il mocio, rovesciando tutta l’acqua imputridita da polvere, terra delle suole delle scarpe dei clienti, cartacce e resti di cibo caduto accidentalmente per terra.
Non sente neanche le persone che si lamentano e che gli urlano contro. Lui vede e sente solo rosso.
Entra nel bagno delle ragazze e la coglie di sorpresa. Faccia al muro, mano che preme forte sulla nuca. 150 chili di grasso le stanno addosso e lui le alita sul collo, mentre le alza freneticamente la gonna.
“AHHH!! AIUTO!!”
“Presto! Chiamate qualcuno!”
“Stai lontano da lei, maiale!”
Una ragazza, dal bagno, corre fuori in cerca di aiuto. L’altra, tenta di togliere quell’ammasso di lerciume dalla poverina. Ma lui è molto più grosso e la spinge via come una mosca.
“Ti prego! Non farmi del male!”
“Puttana! Sei una puttana schifosa!” ruggisce lui con un fiato che sa di sigaretta e cibo avariato. La ragazza è disgustata e terrorizzata, si mette quasi a piangere, mentre sente che lui le sta strappando di dosso le mutandine. Il suo respiro produce ancora quel ributtante fischio. Si possono vedere chiaramente le tempie e il petto lardoso che pulsano, sembra che stia per avere un infarto o un ictus. Il suo cazzetto gommoso e piccolo prende vita. Vuole farle capire che lui è meglio di quello che si è scopata.
“Ehi, tu! Fermo!”
“Togliti da lei, pezzo di merda!”
Due energumeni della sicurezza riescono ad afferrarlo per le braccia e a tirarlo via dalla vittima del non ancora avvenuto stupro. Entrambi gli agenti fanno una faccia schifata davanti alla consistenza della carne di quest’essere: unto, sudato, viscido e flaccido.
La ragazza si gira, mentre uno degli agenti tenta di consolarla scortandola fuori. Non è la puttana.
Maurizio rimane sbigottito. Approfitta di un attimo di distrazione dell’uomo che lo sta tenendo fermo per spingerlo via e fuggire. Beh…fuggire è una parola grossa. Piuttosto a camminare velocemente, con l’andatura di obeso quale è. Le gambe storte e grasse non gli permettono di correre.
Di sicuro lo licenzieranno. E tutto per colpa di quella troia!

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